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SENZA DESTINO
un film di
LAJOS KOLTAI

regia Lajos Koltai
sceneggiatura Imre Kertész
tratto dal romanzo " Sorstalanság "
direttore della fotografia Gyula Pados H.S.C.
musiche Ennio Morricone
montaggio Hajnal Sellö H.S.E.
suono Simon Kaye AMPS .CAS
costumi Györgyi Szakács
scenografie Tibor Lázár

prodotto da Andras Hamori
produttore Péter Barbalics
produttore (GB) Ildiko Kemeny
produttore (Germania) Jonathan Olsberg
produttori esecutivi
László Vincze
Bernd Hellthaler
Robert Buckler
supervisore alla produzione Lajos Szakácsi
produttori associati
Tibor Krskó
Endre Sik
Jonathan Haren
Michael Reuter
Károly Varga
András Benyó
Miriam Zachar
con il sostegno di
Motion Picture Public Foundation of Hungary
(Magar Mozgókép Közalapitvány)
Ministero dei beni culturali
(Nemzeti Kulturális Örökség Minisztériuma)
Eurimag esHungarian Historic Foundation
(Magyar Történelmi Film Alapitvány)
MFG Filmförderung Baden Württemberg Mitteldeutsche Medienförderung
The Rabinovich Foundation Cinema Project
The Recanati Foundation
The Israel Film Council
The Ministry of Education, Culture and Sport Ingenious Media Plc.

prodotto nel 2003-2005
durata 133' pellicola Kodak,
colore 35mm.

distribuzione MEDUSA FILM

SENZA DESTINO
un film di LAJOS KOLTAI

SENZA DESTINO è tratto dal commovente e inquietante romanzo scritto dal vincitore del premio Nobel per la Letteratura (2002), Imre Kertész.
Il film racconta la storia di un ragazzino ebreo ungherese rinchiuso in un campo di concentramento e del suo tentativo di fare i conti con il suo triste passato, una volta scampato alla morte.
Rientrato nella nativa Budapest, camminando per le strade della sua città con indosso ancora la terribile uniforme a strisce che indossava nel campo, il quattordicenne Gyuri Koves percepisce l'indifferenza, se non addirittura l'ostilità della gente. I suoi vicini di casa e gli amici insistono affinché dimentichi quell'orribile esperienza e si butti il passato alle spalle, un intellettuale definisce i campi di concentramento "il più infimo girone infernale", ma per il ragazzino scampato all'orrore della storia non rimane che meditare da solo e valutare il significato di quella terribile esperienza.
La reazione di Gyuri a ciò che ha vissuto è curiosamente ambivalente.
Durante la prigionia al campo, aveva cercato di adattarsi anche alle situazioni più tremende trovando dei motivi umani dietro le spietate azioni dei suoi disumani carcerieri... (segue nel pressbook)
 
 
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